In alcuni casi selezionati è possibile determinare la presenza della proteina beta-amiloide nel cervello. La determinazione della beta-amiloide nel cervello è attualmente possibile con due esami, la rachicentesi e la PET encefalo con tracciante per l’amiloide.

Il primo, la rachicentesi, è un esame invasivo che consiste nel fare un puntura nella schiena del soggetto per raccogliere il liquido di rivestimento del cervello, il liquido cefalo-rachidiano o liquor. Il secondo, lta PET encefalo con tracciante per l’amiloide, è un esame di medicina nucleare in cui si inietta nel soggetto un tracciante radioattivo in grado di legarsi alla beta-amiloide.

La ricaduta pratica di questi esami è però al momento estremamente bassa, difficilmente vengono consigliati. In un prossimo futuro potrebbero rendersi disponibili degli esami su sangue, allo stato attuale sono ancora in fase di studio.

Dal libretto “Oltre l’Alzheimer: capire e vivere le demenze”, pag. 23.

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“Ovviamente il contenuto dell’opuscolo non può e non vuole essere esaustivo anche perché ogni persona è a sé e solo il rapporto diretto con i medici serve ad inquadrare e ad affrontare la propria patologia.” — dal libretto Oltre l’Alzheimer: capire e vivere le demenze, Associazione Alzheimer Udine ODV. Testi del dott. Iacopo Cancelli, neurologo.