- Comprendere che il malato non si sta comportando in maniera deprecabile o testarda, sono sintomi della malattia, mai prenderla sul personale.
- Non fermarsi al comportamento ma cercare di comprendere le emozioni e i sentimenti che stanno dietro al comportamento;
- I comportamenti sono spesso dovuti a situazioni di disagio, disagio che il soggetto affetto da demenza non è sempre in grado di comunicare correttamente; è quindi importante riconoscere, valutare e correggere l’eventuale causa del disagio: dolore, fame, sete, irritazione cutanea, stanchezza, stitichezza, bruciori urinari, noia, deficit sensoriali ecc..
- Ottimizzare i canali comunicativi con il paziente e riconoscere le esigenze della persona; cercare di impegnarlo in attività che siano per lui piacevoli;
- Rispettare i tempi del malato, dare il tempo necessario perché possa fare le sue cose senza sentirsi pressato; dare il tempo necessario perché possa rispondere o eseguire quanto gli è stato richiesto;
- Concedere adeguati periodi di riposo tra una attività ed un’altra;
- Rimanere calmi e non alzare mai la voce;
- Non rimproverare ed evitare di essere conflittuali o di intavolare discussioni;
- Distrarre e ridirezionare l’attenzione del malato, rimanere flessibili;
- Creare un ambiente confortevole e semplificato, evitare la sovra stimolazione luminosa, acustica e visiva (televisione compresa); la temperatura ambientale ottimale.
Dal libretto “Oltre l’Alzheimer: capire e vivere le demenze”, pag. 41.
“Ovviamente il contenuto dell’opuscolo non può e non vuole essere esaustivo anche perché ogni persona è a sé e solo il rapporto diretto con i medici serve ad inquadrare e ad affrontare la propria patologia.” — dal libretto Oltre l’Alzheimer: capire e vivere le demenze, Associazione Alzheimer Udine ODV. Testi del dott. Iacopo Cancelli, neurologo.