Glossario dei termini più frequenti

– A –


  • Abulia – Anedonia – Apatia

Sintomi tipici di depressione e alcune forme di demenza; la presenza di “aprivativa” indica l’incapacità di provare: desiderio (abulia), piacere (anedonia), emozioni (apatia).

  • Accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica, erogata a domanda, in favore di soggetti invalidi per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita (vedi attività di base e strumentali della vita quotidiana).

  • Agitazione psicomotoria

E’ uno dei sintomi comportamentali tipici delle demenze e consiste in uno stato di tensione interiore e di irrequietezza, che si manifesta con un eccesso di attività motoria, ripetitiva e non finalizzata, associata a una condizione di ansia e di eccitazione ingiustificata.

Nei casi più gravi è possibile osservare tratti o comportamenti che sfociano in vera e propria aggressività, verso sé stessi e gli altri. Tende ad acuirsi nelle prime ore serali, a tal proposito, spesso si parla anche di “Sindrome del tramonto” (sundowing syndrome), che consiste proprio in un aumento di confusione, irrequietezza e ansia al tramonto del sole o quando avviene un cambiamento nell’illuminazione di un ambiente passando da una buona luce a una scarsa, che comporta il venir meno dei punti di riferimento: gli oggetti sono meno definiti, i colori più confusi e gli arredi “più nascosti”; questo può scatenare percezioni false e, di conseguenza, brutte reazioni portando la persona anche a diventare aggressiva o a presentare fenomeni di wandering (vagabondaggio) o di confusione tra il giorno e la notte (disorientamento).

Un’altra manifestazione tipica dell’a. psicomotoria è l’affaccendamento (aumento dell’attività motoria senza una finalità precisa: la persona tende a rovistare in borse e sacchetti, fino alla manipolazione inconcludente di tutti gli oggetti che le capitano sotto mano).

  • Alzheimer

Patologia neurodegenerativa a decorso cronico e progressivo. È la causa più comune di demenza nella popolazione anziana dei Paesi sviluppati. La malattia prende il nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer che all’inizio del 1900 ne descrisse per primo le caratteristiche: è caratterizzata da un processo degenerativo progressivo che distrugge le cellule del cervello, causando un deterioramento delle funzioni cognitive (memoria, ragionamento e linguaggio), fino a compromettere l’autonomia e la capacità di compiere le normali attività giornaliere.

  • Amministratore di sostegno

Figura istituita per tutelare quelle persone che, a causa di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Ai sensi degli artt. 404 e 407 e.e., il procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno si propone con ricorso da depositarsi presso il Tribunale (ufficio del Giudice Tutelare) del luogo di residenza o domicilio del potenziale destinatario della misura.

  • Amnesia

Perdita o diminuzione notevole della memoria. Insieme ad Afasia (incapacità di formulare e comprendere i messaggi verbali), Agnosia (incapacità di identificare correttamente gli stimoli, di riconoscere le persone, gli oggetti e i luoghi) e Aprassia (incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari anche attraverso l’impiego di oggetti e di eseguire attività motorie) costituiscono i quattro gruppi cognitivi deficitari nella malattia di Alzheimer (detta per questo motivo “La malattia delle 4A”).

  • Assegno di invalidità

E’ una prestazione economica mensile, erogata a domanda, in favore di soggetti ai quali è stata riconosciuta una riduzione parziale della capacità lavorativa e con un reddito inferiore alle soglie previste annualmente dalla legge.

  • Assistente familiare

Persona che offre cure e assistenza per i bisogni primari (come lavarsi, vestirsi, mangiare … ) a persone che necessitano aiuto per la gestione della vita quotidiana in casa propria, favorendone benessere ed autonomia (badante; careworker; caregiver formale).

  • Attività/Autonomie di base della vita quotidiana

Comprendono le attività che la persona deve svolgere per vivere senza bisogno di assistenza periodica o continua; attività quali lavarsi, mangiare, essere continenti e quant’altro.

  • Attività/Autonomie strumentali della vita quotidiana

Sono attività più complesse dal punto di vista fisico e cognitivo che possono essere svolte anche al di fuori dell’ambiente domestico. Comprendono attività quali fare la spesa, prendere le medicine, spostarsi con mezzi pubblici o privati e altre. La capacità di svolgere queste mansioni garantisce alla persona un buon grado di autonomia.

– B –


  • Biotestamento

Il testamento biologico è un atto scritto in cui un cittadino maggiorenne, nel pieno delle facoltà mentali, può esprimere le proprie volontà in merito ai trattamenti che intende ricevere o rifiutare, qualora dovesse trovarsi nella condizione di incapacità ad esprimere il proprio consenso o dissenso alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche celebrali irreversibili e invalidanti. Poiché esprime le volontà del testatore in merito a ciò che potrebbe capitargli mentre è ancora in vita, sarebbe più appropriato parlare di “disposizioni anticipate di trattamento (DAT)”, che vengono redatte quando ancora in salute (mentre nella fase di malattia la legge contiene l’apposito articolo 5 che parla della pianificazione condivisa delle cure).

  • Burnout

Indica uno stato di esaurimento emotivo, fisico, morale generato da un carico eccessivo di stress. Con l’aumento dello stress, viene a mancare l’interesse nello svolgere compiti prima considerati fondamentali. La Sindrome del Burnout, nota anche come sindrome del Caregiver, è frequente nell’ambito delle professioni d’aiuto. I sintomi possono includere: pianto, sensazione di inutilità/disperazione, sensazione di stanchezza, incapacità di rilassarsi, sensazione di rabbia più frequente del solito, perdita della pazienza con la persona assistita.

– C –


  • Centro distrettuale per la diagnosi delle demenze (CDDD)

Dedicato a persone che presentano disturbi della memoria (da iniziali ad avanzati) o altri sintomi/segni potenzialmente associati ad un decadimento (deficit) cognitivo. Si occupa di: visite specialistiche e controlli periodici al fine dell’accertamento della patologia, diagnosi e piano terapeutico per la prescrizione della terapia; erogazione diretta e gratuita dei farmaci, orientamento e consulenza per l’inserimento nella rete dei servi territoriali e su percorsi assistenziali; attività di riabilitazione e socializzazione per le persone malate (prevalentemente di gruppo); attività certificativa; aiuto per la richiesta dell’amministrazione di sostegno; corsi di formazione ed educazione dei familiari o degli assistenti familiari; corsi di formazione per personale addetto all’assistenza di persone con decadimento cognitivo; sostegno psicologico dei familiari/assistenti familiari e loro inserimento nella rete dei servizi territoriali/distrettuali; orientamento/informazione sulla malattia e sui possibili benefici di legge (contributi, telesoccorso, ecc.) orientamento su percorsi assistenziali, sull’offerta globale territoriale domiciliare o residenziale. Al Centro opera un team multiprofessionale composto da psicologi, medici specialisti (geriatra, neurologo, psichiatra), infermiere ed assistente sociale esperto, in coerenza con il lavoro svolto dall’UVD (Unità di Valutazione Distrettuale). È presente presso il distretto di appartenenza e agisce in integrazione con i servizi sociali comunali, con i quali collabora per i programmi assistenziali integrati di medio-lungo termine.

  • Centro Diurno Demenze (CDD)

Struttura socio-sanitaria semi-residenziale finalizzata al trattamento intensivo di persone con diagnosi di demenza. L’ammissione della persona con demenza è di competenza dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) del distretto sanitario di residenza; gli inserimenti, in conformità a quanto previsto nel singolo Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) stilato per ogni ospite, possono essere a tempo pieno, part-time mattutino o pomeridiano. Il CDD ha lo scopo di: contenere e ridurre i disturbi del comportamento attraverso strategie assistenziali e di prevenzione; stimolare le capacità cognitive e funzionali residue; supportare le famiglie nell’assistenza continuativa; sviluppare collegamenti strutturati con gli altri servizi della rete.

  • Cohousing – (o coabitazione assistita)

Modalità assistenziale che riproduce la struttura di una famiglia. Può essere costituita da tre-quattro persone con demenza accudite da due-tre operatrici residenti e abitano assieme in un ambiente domestico protetto e attrezzato in modo funzionale per compensare le disabilità, ma soprattutto pervaso da calore umano e atmosfera serena. I familiari, pur non conviventi, partecipano attivamente alla cura dei propri cari e cooperano alla gestione della casa e delle varie attività proposte. Realtà di questo tipo consentono di mantenere il più a lungo possibile l’autonomia dei malati, riducono l’ansia, i momenti di isolamento, di apatia e di inattività e stimolano il permanere di relazioni sociali, il sentirsi ancora parte di una piccola comunità dove si viene accolti ed accettati.

– D –


  • Demenza

Compromissione stabile delle funzioni cerebrali superiori acquisite ed esclude tutti gli stati di
insufficienza mentale transitoria o secondaria a sviluppo deficitario. Il concetto di demenza implica un’incapacità da parte dell’individuo affetto di rispondere alle proprie esigenze quotidiane. Ad essa si associano deficit cognitivi misurabili, alterazioni dello stato emozionale e disturbi comportamentali.
Esistono numerose condizioni patologiche che possono indurre uno stato di demenza, la malattia di Alzheimer ne rappresenta la forma più comune.

  • Depressione

Particolare stato psicologico che comporta una modificazione del tono dell’umore, caratterizzato dalla presenza di ansia, incertezza e sfiducia in sé stessi. La malattia depressiva non interessa solamente la sfera emotiva e l’umore del paziente, ma interessa anche il corpo, influenzano comportamenti e manifestandosi anche con sintomi fisici. Alcuni dei principali sintomi che possono manifestarsi sono: persistente ed accentuato umore basso e triste, diminuzione dell’interesse e del piacere nello svolgere qualsiasi tipo di attività, mancanza di appetivo, insonnia ecc.

  • Disturbo Neurocognitivo

Definizione con cui il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5) si riferisce alla demenza, ossia al deterioramento/declino delle capacità intellettive, della memoria e dell’apprendimento, spesso associato anche ad alterazioni del comportamento, che impedisce a chi ne soffre di svolgere le più comuni attività quotidiane, mantenere normali relazioni interpersonali produttive, comunicare e condurre una vita autonoma. Le principali forme di disturbo neurocognitivo sono: disturbo neurocognitivo lieve (lieve compromissione delle capacità cognitive che non ostacola le autonomie della persona; può evolvere in demenza o mantenersi relativamente stabile per molti anni) e disturbo neurocognitivo maggiore (compromissione cognitiva tale da ostacolare le autonomie della persona; coincide con la demenza propriamente detta).

  • Domotica

Disciplina che si occupa dello studio delle tecnologie volte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli edifici. Può rappresentare un valido supporto ai familiari di una persona con demenza, in quanto permette loro di monitorare il proprio caro anche a distanza: sono dispositivi domotici anche i sistemi di allarmi e sensori che, tramite un app, avvertono i familiari in caso di pericolo
essendo in grado, inoltre, di rilevare strane anomalie nel comportamento del proprio caro in qualsiasi momento della giornata.

– E –


  • Ecolalia

In psichiatria, disturbo del linguaggio che consiste nella ripetizione automatica di parole o frasi subito dopo averle udite; tipico di alcune fasi intermedie e avanzate di demenza.

  • Euforia

Ipertono affettivo caratterizzato da sentimenti di eccessiva gioia e benessere. Nella demenza si manifesta in maniera apparentemente immotivata e può provocare imbarazzo nel caregiver, soprattutto se si manifesta in luoghi in cui un simile comportamento non è socialmente accettabile. Fa parte dei sintomi comportamentali.

– F –


  • Fondo per l’Autonomia Possibile (FAP)

E’ un intervento economico rivolto a persone che, per la loro condizione di non autosufficienza, non possono provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri. Viene utilizzato a sostegno delle situazioni di non autosufficienza trattate a domicilio e di progetti sperimentali nel settore della salute mentale. Le persone o i loro familiari possono segnalare i loro bisogni assistenziali al Servizio Sociale dei Comuni o al distretto sanitario oppure, laddove esistente, al punto unico d’accesso.

  • Fronto-temporale (demenza)

Malattia neurodegenerativa provocata da un progressivo deterioramento dei neuroni che si trovano nei lobi frontali e temporali del cervello. Dal momento che queste aree controllano il linguaggio, il comportamento, parte del movimento e le capacità di pensiero, la loro graduale degenerazione comporta alterazioni nei suddetti ambiti. Sono problemi tipici: le difficoltà nell’articolare un discorso, i cambi di personalità improvvisi, i disturbi d’equilibrio e le amnesie. Tipica di questa forma di demenza è la mancata consapevolezza dei sintomi (anosognosia), anche nelle prime fasi.

  • Funzioni cognitive

Sono le abilità mentali necessarie allo svolgimento di qualsiasi attività, da quelle relativamente semplici alle più complesse. Altrimenti dette “funzioni/capacità neuropsicologiche”, comprendono: percezione, attenzione, memoria, apprendimento, linguaggio e funzioni esecutive (insieme di competenze che permettono a un individuo di anticipare, progettare, stabilire obiettivi, attuare progetti finalizzati a uno scopo, monitorare e autoregolare il proprio comportamento per adeguarlo a nuove condizioni e di risolvere un problema, utilizzando il pensiero, il ragionamento astratto). Queste abilità vengono indagate nel corso della valutazione neuropsicologica necessaria nel processo diagnostico della demenza, attraverso l’utilizzo di test standardizzati. Quasi tutte sono alterate nel corso di una demenza (a seconda del tipo varia la gravità della compromissione e la fase in cui avviene).

– G –


  • Gruppi di Mutuo Auto-Aiuto

Piccoli gruppi costituiti da persone accomunate da una difficoltà e “guidati” da un conduttore/facilitatore. L’obiettivo è assicurarsi reciproca assistenza e garantire aiuto e sostegno ai membri del gruppo per fronteggiare le problematiche e promuovere un miglioramento delle proprie competenze nell’assistenza quotidiana.

– H / I –


  • Iatrogeno

Detto di malattia, lesione o danno funzionale attribuibile, diretta o indirettamente, a terapia, a atto diagnostico e/o di prevenzione. I pazienti ricoverati in ospedale affetti da demenza o immobilizzati (p. es. , dopo un intervento chirurgico) sono ad alto rischio di complicanze iatrogene (p. es., piaghe da decubito, trombosi venosa profonda, ritenzione urinaria, delirium).

– L –


  • Lewy (demenza a corpi di)

E’ la terza forma di demenza più diffusa, dopo la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare. È causata dalla formazione di aggregati proteici non solubili (i corpi di Lewy) all’interno di alcuni neuroni dell’encefalo. Presenta molti sintomi in comune con la malattia di Parkinson (rigidità, deficit deambulazione, difficoltà cognitive soprattutto a carico delle funzioni esecutive}, ma a differenza di quest’ultima, presenta sintomi psicotici (deliri e allucinazioni) sin dalle prime fasi.

– M –


  • Mini Mental State Examination Test (MMSE)

Breve esame per valutare, senza pretesa div completezza ma con una certa affidabilità, lo stato neuro-cognitivo e funzionale di un paziente. Permette attraverso poche e semplici domande mirate come pure piccoli compiti grafici di sondare diversi domini delle funzioni cognitive, come l’orientamento nel tempo e nello spazio, la memoria, le abilità di attenzione e calcolo, la capacità di richiamare determinate acquisizioni, il linguaggio, ecc. Il risultato è espresso in trentesimi e una valutazione globale inferiore ai 26 punti è da considerarsi deficitaria. Se effettuato correttamente offre importanti informazioni nell’immediato e si rivela utile per monitorare il decorso della malattia, tuttavia, non è sufficiente ai fini diagnostici, ma va accompagnato a ulteriori test ed esami di approfondimento.

  • Mista (demenza)

In alcuni casi i pazienti possono mostrare una miscela tra due, o anche tre, tipi di demenza in una sola volta. La combinazione più di frequente riguarda Alzheimer e demenza vascolare; tuttavia, sono comuni anche casi di Alzheimer con demenza da Corpi di Lewy. I sintomi, naturalmente, dipendono interamente da quali tipi di demenza sono presenti. Pertanto, possono verificarsi molteplici sintomi a causa della diversa natura della condizione.

– N –


  • Neuroni

Unità funzionale del sistema nervoso, cellula altamente specializzata per ricevere, elaborare e trasmettere le informazioni ad altri neuroni o a cellule effettrici (per esempio, muscolari o ghiandolari) attraverso segnali elettrici e chimici.

  • Neurotrasmettitori

Sostanze chimiche che veicolano le informazioni fra neuroni attraverso la trasmissione sinaptica.

– O –


  • Ore di sollievo

Altrimenti detto “ricovero di sollievo” è un soggiorno temporaneo, a pagamento, all’interno di case-residenze per anziani al fine di garantire un aiuto alle famiglie che si prendono cura nel proprio domicilio di persone non autosufficienti. Spesso chi sceglie questa soluzione non vuole ricorrere a un ricovero definitivo, ma ha solo bisogno di supporto per qualche tempo, oppure ha improvvisamente bisogno di assistenza per motivi di salute o contingenti.

– P –


  • Punto Unico Integrato

E’ lo sportello unificato di accesso sociosanitario, luogo d’accoglienza in cui vengono date informazioni, prima valutazione del bisogno per la popolazione anziana e consulenza sociosanitaria. Il servizio rappresenta il punto d’avvio del percorso di presa in carico integrata (di area sociale, sanitaria o socio sanitaria) per le persone anziane non autosufficienti. Per ottenere informazioni complete sulle prestazioni sociali e sanitarie e per una prima valutazione congiunta effettuata da un Assistente Sociale e da un Infermiere del Distretto Sanitario è opportuno rivolgersi allo sportello PUI di competenza territoriale a seconda del Distretto Sanitario/Ufficio Territoriale Sociale di residenza della persona anziana interessata.

– Q –


  • Qualità della vita

Costrutto di qualità della vita è multidimensionale e riguarda principalmente cinque ambiti: lo stato fisico e le abilità funzionali, lo stato psicologico ed il benessere soggettivo, le interazioni sociali, stato e fattori economici e/o professionali, fattori di ordine religioso e/o spirituale. Per questo motivo, la salute non può essere valutata semplicemente sulla base di criteri fisici, ma bisogna identificare degli indicatori psicosociali e comportamentali tipici dello stato di salute. Solo sulla base di questi è possibile effettuare valutazioni diagnostiche e interventi psicoeducativi.

– R –


  • Reminiscenza (terapia della)

Trattamento psicologico che prevede la discussione di attività passate, eventi e esperienze, con la persona o un gruppo di persone. Le persone con demenza riescono a rievocare in alcune fasi della malattia i ricordi della loro infanzia e giovinezza provando piacere nel raccontarli. L’operatore deve prestare attenzione alla conversazione che va sempre tarata sulla persona e sui suoi deficit cercando di non farla sentire in difficoltà in caso non dovesse ricordare ed evitando argomenti o domande difficili da comprendere o dolorose per questo è importante conoscere la persona e aver parlato con i familiari prima di iniziare questo tipo di attività.

  • Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)

Introdotte in Italia a metà degli anni novanta, sono strutture non ospedaliere, a carattere sanitario, che ospitano per un periodo, o a tempo indeterminato, persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che hanno bisogno di specifiche cure da parte di più medici specialisti e di una articolata assistenza sanitaria. Si distinguono dagli ospedali e dalle case di cura, rivolti ai pazienti sofferenti di una patologia acuta, e dalle case di riposo, che sono destinate agli anziani almeno parzialmente autosufficienti, ma anche dalla Residenza Sociosanitaria Assistenziale per anziani (R.S.S.A.). Quest’ultima è una struttura sociosanitaria residenziale territoriale che fornisce servizi socio assistenziali a persone anziane con gravi deficit fisici o neurocognitivi, che non necessitano di prestazioni sanitarie complesse, ma che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo assistenziali e socio-riabilitativo a elevata integrazione socio-sanitaria. Possono essere ospitate persone con età inferiore ai 64 anni, esclusivamente nel caso di demenze.

  • Reality-Orientation Therapy (ROT)

(in italiano: terapia di orientamento alla realtà) è una terapia non farmacologica che si utilizza negli stadi iniziali della malattia per cercare di orientare il malato alla memoria, allo spazio e al tempo. Ha come obiettivo il mantenimento delle capacità cognitive che la malattia tende a far perdere e che invece attraverso l’esercizio possono essere mantenute un po’ di più. Può essere svolta sul singolo paziente o in piccoli gruppi. Durante gli incontri si lavora in particolare sull’orientamento al luogo e al tempo, ricordando per esempio in che giorno, mese, anno ci si trova e sulla memoria autobiografica attraverso l’ausilio di foto o oggetti che possano aiutare la riattivazione cognitiva del malato di Alzheimer.

– S –


  • Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD)

Complesso di prestazioni socio-assistenziali, rivolte a persone in situazioni di disagio, di parziale o totale non autosufficienza e/o a rischio di emarginazione. Le prestazioni vanno dalla cura della casa e della persona, al supporto psicologico e all’accompagnamento.

  • Stereotipia

Le stereotipie motorie sono schemi di movimenti ripetitivi, ritmici, coordinati, privi di scopo, fissi e non funzionali. Questi movimenti possono awenire insieme e molte volte nel corso della giornata.

  • Stimolazione cognitiva

Trattamento psicosociale comprovato a livello scientifico, che promuove i principi di cura centrati sull’individuo in quanto persona, piuttosto che sulla malattia. Si prefigge di sollecitare le potenzialità residue della persona con demenza per rallentarne il decadimento e ottenere una positiva ripercussione sul benessere quotidiano. L’applicazione di procedure di riabilitazione cognitiva si fonda sull’idea che il deficit di demenza abbia carattere modulare, cioè ci sono abilità cognitive conservate, oltre che abilità deficitarie. Nella demenza la stimolazione cognitiva permette di esercitare le abilità cognitive che la malattia ha al momento risparmiato. Lo scopo è quello di contrastare il declino cognitivo e di favorire i meccanismi di compensazione. Tecniche di stimolazione cognitiva specifica comprendono prove per la stimolazione delle diverse funzioni cognitive. Le modalità operative possono avvalersi di un mix di elementi tratti dall’essenza di tecniche già note come la ROT (Reorientation Therapy), la Reminescenza, la Validation Therapy. La persona con declino cognitivo viene inoltre stimolata a sfruttare strategie che la aiutino a memorizzare le informazioni e, in seguito, recuperarle. Queste tecniche vengono chiamate ausili interni alla memoria.

  • Struttura protetta

lLa Casa Protetta è una struttura a carattere residenziale volta ad assicurare trattamenti socioassistenziali e sanitari di base a persone anziane non autosufficienti che non sono assistibili nel proprio ambito familiare.

– T –


  • Terapia occupazionale

E’ un tipo di intervento riabilitativo erogato da un professionista che utilizza la valutazione e il trattamento per sviluppare, recuperare o mantenere le competenze della vita quotidiana e lavorativa delle persone con disabilità cognitive, fisiche, psichiche tramite attività. Può anche prevedere programmi psico sociali o non farmacologici adatti e sempre più necessari per le persone con demenza. Diversi studi ne comprovano l’efficacia in quanto aiuta la persona con demenza a impegnarsi nuovamente in attività significative aumentando suo senso di competenza, soddisfazione ed efficacia e suscitando nuovo interesse per l’occupazione. In quest’ottica contribuisce a un miglioramento della qualità di vita.

– U –


  • Unità Valutativa Multidisciplinare

Equipe multiprofessionale composta da personale dell’azienda ospedaliera e dei servizi sociali del Comune e si occupa di persone anziane, contribuendo alla costruzione del piano di cura ed assistenza delle situazioni ad elevata complessità sanitaria e socio-sanitaria, attivando un raccordo operativo tra le diverse strutture sanitarie e sociali, definendo la priorità dei bisogni sociali o sanitari della persona, in considerazione delle sue condizioni cliniche, sociali, abitative ed economiche.

– V / Z –


  • Vascolare (demenza)

E’ la seconda causa di demenza dell’anziano. Consiste nella perdita della funzione mentale dovuta a una distruzione del tessuto cerebrale in seguito alla diminuzione o al blocco dell’apporto di sangue. Il più delle volte la causa sono gli ictus, importanti o molti lievi. I sintomi variano a seconda delle aree maggiormente danneggiate.


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